Miti e Leggende

Storia e leggenda dei “Corallini” e della Chiesa di San Giovanni

I pescatori di Cervo si dedicavano, fin da tempi molto lontani, alla ricerca e alla vendita del corallo: questo affascinante materiale, raccolto sul fondo marino, ha sempre sedotto la fantasia degli uomini che lo hanno impiegato per confezionare gioielli e ricercati oggetti di decorazione.

Già nel 1499 sono documentate alcune barche coralline di proprietà dei Cervesi attive lungo la costa tunisina, ma i coralli venduti e lavorati tra XVI e XIX secolo provengono soprattutto dalla Sardegna e dalla Corsica. Poiché le condizioni imposte dalla Repubblica di Genova ai pescatori erano estremamente gravose, all’inizio del Seicento qualcuno cercò di trattenere un po’ della preziosa merce senza denunciarla, in modo che non fosse assoggettata al dazio. La frode fu scoperta e i genovesi vietarono ai corallini di continuare la loro attività. Fu necessaria la preghiera del capo della comunità, Geronimo Viale, per sospendere l’interdizione.

Gli uomini uscivano per mare tra maggio e settembre, con le loro imbarcazioni rapide e leggere, dette coralline, dotate dell’ingegno, apposito attrezzo che spezzava e raccoglieva in una rete i rametti di corallo. I Corallini pescavano il corallo nelle vicinanze dell’isolotto di Mezzombre, una delle isole al di là delle “Bocche di Bonifacio” tra Corsica e Sardegna. Il 1600 fu per Cervo il secolo d’oro: molte famiglie si erano arricchite grazie alla navigazione ed al commercio e la popolazione prosperava.

Animati da una forte cristianità, per esternare a Dio la loro riconoscenza, decisero di costruire una Chiesa più grande e di dedicarla a San Giovanni. Gli umili pescatori di corallo offrirono lavoro e contributi in denaro: nei mesi invernali le barche servivano per trasportare i materiali da costruzione fino alla spiaggia e i marinai, a braccia, provvedevano a farlo arrivare fino al “Balzo”, spuntone di roccia dove fu edificata la chiesa.

Una leggenda narra che una mattina la flotta dei Corallini, con a bordo più di cento uomini, partì diretta verso la Corsica, ma sulla via del ritorno una furiosa tempesta la colse e tutte le navi affondarono. Tutti i marinai persero la vita in mare e Cervo venne così chiamato “il paese
delle cento vedove”.

Con la fine del XVII secolo, il prezioso materiale cominciò a scarseggiare, tanto che a metà del Settecento nessuno si dedicò più alla sua raccolta: del protagonista di tanti secoli di storia resta la denominazione dei corallini, con cui si indica la maestosa chiesa di San Giovanni Battista, costruita anche grazie al lavoro e alle donazioni dei pescatori di corallo.

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